domenica 2 settembre 2012

Piovendo

Il signor Vanti sentì suonare le campane della Chiesa di San Martino. Otto volte. Erano le otto di una domenica qualunque. La situazione metereologica in quei giorni era stata complessa. Ondate di maltempo si erano abbattute sull'Italia settentrionale e l'umidità ancora ristagnava su tutti gli spechi d'acqua della Pianura Padana. Silenzio domenicale. Nulla di nuovo. E quel prurito alla base dell'istentino tenue che preannuncia l'inizio di un nuovo autunno, ancora uno uguale ai precedenti, magari solo peggiore, ma poco. Come girò l'angolo una folla inconsueta accerchiava al centro della strada unza zona vuota. Pensò ad un inciente, ad un malore e da medico quale era stato si fece avanti per le solite mosse del primo soccorso. Si avvicinò scostando in mdo scrotese i curiosi senza annunciarsi dottore. Non c'era nessuno a terra. Eppure una decina di persone erano incredule a fissare il suolo, battuto dalla pioggia, solo in quel cerchio di strada. Incomprensibile. Una pioggia battente, a secchiate violente cadeva in un preciso perimetro circolare che ad occhio e croce comprendeva un'area non maggiore di cinque metri quadrati. Tra due palazzi. Guardò in alto, nessun tetto, nessun tubo dell'acqua. Guardò in basso nessuna fogna. Dal nulla, veniva, quell'acqua, quel temporale. E rimasero così per ore a fissare le gocce cadere. Arrivò anche la Rai, ma era troppo tardi, ormai non era rimasto più nessuno.

[al vecchio Mario e la giovane Mafalda, spariti nel nulla da un momento all'altro nel vapore di un treno, http://iltrenoavapore.iobloggo.com/]

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