lunedì 9 gennaio 2012

Ad occhi chiusi

Si riesce a sopravvivere. Basta andare avanti. Percorrendo tutta via Santo Stefano dalla porta al Centro Storico, dalle 8.00 alle 9.00 ante meridiane. Ad occhi chiusi. Il primo è un fornaio, orologiaio, bar, ristorante, celebre pizzeria, pellicceria, orefice, rilegatore di libri.
Tutto ad occhi rigorosamente chiusi.
E i sogni che girano per la fiera in questi giorni fanno intendere che ad occhi chiusi è meglio.
Puoi cadere, meglio non sapere l'altezza: con lo sguardo oscurato è avvincente.
Puoi incontrare qualcuno come te per strada. Non so se vi sia mai capitato di incontrare nel giro di pochi giorni un certo TIPO di persone. Come spiegare, la ragazza che serve al banco salumi fa parte della TIPOLOGIA della Maestra Lina, la mia maestra delle elementari. Come anche il barista, ecco lui è proprio lo stesso TIPO di mio zio Gianni. Non so se si capisce. Ma esistono delle categorie. A volte sono i baffi, altre volte il tono della voce, o il profumo che indossano.
Il fatto è che mi rincorre il Tipo: signore attempato sulla cinquantina con i baffi bianchi, ben vestito e molto sveglio, pochi capelli, in grado di capire al volo la psicopatologia che mi affligge, in grado di curarla con il consiglio di una mostra o un buon rum.
Non come l'erborista che oggi alla richiesta: Una soluzione di Fiori di Bach. Mi ha detto: per gli stati di ansia consiglio il Biancospino!
Ma grazie signora, ora si che sono più tranquilla di vivere.
Meno male che non porto gli occhiali e che di solito giro ad occhi chiusi.

1 commenti:

  1. anch'io l'ho sempre pensata 'sta cosa dei tipi!! Sai che anche tu, per esempio, sei tipo Maria, una mia compagna del liceo? (ti prego, non mi dire che tipo sono io, per carità!!) :))

    RispondiElimina